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DELL’ISTITUTO FRIEDRICH SCHÜRR |
Albino
‘d Sintinël. |
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E SE
PAURA SE T’A M’ARCURD
a tajêm la bêrba L’ETERNITE’
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E se e
se il mare s’avvizzisce ed
il cielo s’infuoca e
se i fiumi si raggrumano e
le foreste si fanno di cemento e
se il vento muta in tempesta e
la gente perde la testa io,
da solo, cosa faro? e
se bisogna proseguire io,
da solo, dove andrò? Paura Volevo
aprirmi come una arsella per
dare il sugo a qualcuno ma
ho avuto paura, dentro ero
secco come un chiodo Poi
mi sei venuta alla mente tu... Se mi ricordi La
sera della vita mi
reca sorprese il
sangue frigge a volte nelle
vene stanche, ma
anche pensandoci non
so ciò che sia. Però,
se mi ricordi ho
più piacere. Io
sono io, lui è lui, quell’altro è quell’altro sono
stato chiaro? Perché
è meglio capirsi subito senza
far confusione Io
sono io e basta Ieri
sono andato dal barbiere a
tagliarmi la barba e
dopo tutti a dire: è lui, non è lui. Se
volete essere sicuri di chi io sia prendetevi
la briga di
aver a che fare con me: guardatemi
dentro con
o senza barca (che
ho lottato una vita per
essere me stesso) mi
chiamo Albino
ad sintinel, detto Oddo nato
a Castiglione di Ravenna nell’Arnaja,
nel quarantuno. L’eternità Voglio
fare una poesia senza eccessi secca
come una scheggia. Voglio
entrare nel cervello senza una ferita solo
col pensiero. Voglio
vedere la verità denudata ridurmi
in un niente per
essere al centro del mondo. Solo
se sarò capace di
essere me stesso per un attimo avrò
vissuto un’eternità. |
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